RUMORE PAIR- Creations / Call for an open air exhibition- vincitori 2016

RUMORE PAIR- Creations / Call for an open air exhibition- vincitori 2016 2017-08-21T14:17:57+00:00

Con la fotografia è possibile abbattere i muri invisibili che esistono tra spazio e tempo, reinventarli, relativizzarli, innescando un meccanismo virtuoso, un «cambiamento irreversibile» che lascia aperte infinite letture del reale. Ed è qui che la fotografia diventa medium ideale per l’atto di creazione.
«È in nome della mia creazione che ho qualcosa da dire a qualcuno», diceva Gilles Deleuze. E la creazione è fonte d’ispirazione per il duo Rumore Pair e il loro progetto Creations: un’indagine sulla Materia e sull’origine della vita sulla Terra che parte dalla pietra, vista come “fossile di memoria” e dal caos, quel disordine che è fonte di un nuovo equilibrio, dinamico, e per questa ragione vitale.
Il progetto nasce e si sviluppa alle pendici del Gargano, nel territorio di Foggia: qui emerge la faglia tettonica di Apricena, dove viene estratta pietra calcarea in cave in cui sono stati ritrovati reperti archeologici databili fino a 65 milioni di anni fa, tra cui impronte di dinosauri e manufatti che documentano il più antico arrivo dell’uomo in Europa. Tracce che si mescolano alla grande varietà di ambienti del territorio circostante, che idealmente diventano testimonianza delle diverse ere geologiche: spiagge di sabbia ferrosa e nera, fitte foreste e colture di palme, laghi salmastri, saline.
Il progetto- presentato per la prima volta al festival Gibellina PhotoRoad e vincitore della Call for an open air exhibition – parte dal concetto di disordine teorizzato dal Nobel per la Chimica Ilya Prigogine. Il tentativo è quello di creare uno o infiniti nuovi ordini, inaspettati, scomponendo lo schema architettonico razionale della piazza, scelta come location e fonte di ispirazione. Qui lo spettatore sarà parte attiva dell’installazione, vivrà in prima persona l’opera facendone esperienza diretta: sarà chiamato a intervenire sulla struttura caotica inizialmente individuata dagli autori, allo scopo di produrre nuovi equilibri. Così la piazza diventa terreno di scoperta, rendendo vivo uno spazio vuoto, che si riempie di infinite interpretazioni.
Creations, riflette dunque sui legami tra presente e passato, sugli stereotipi che vogliono la fotografia come mero mezzo di rappresentazione della realtà, e sulle molteplici potenzialità che invece essa ha nel creare nuovi livelli di comprensione.

Rumore Pair è un duo composto da Domenico d’Alessandro e Maria Palmieri, nato nel 2014. Boundary as a frame, il primo lavoro, premiato ad Arles per il Prix Levallois 2016, sarà esposto in ottobre.
Creations è il loro secondo lavoro e verrà esposto in anteprima a Gibellina PhotoRoad, come vincitore della Call for an open air exhibition 2016.

Domenico D’Alessandro, 1985, segue il Master in Fotogiornalismo e Reportage alla Scuola Romana di Fotografia. I suoi primi lavori si occupano di aftermath e migrazione internazionale. Con “Just another President” è tra i vincitori del LensCulture’s new and emerging photographers 2013. Segue un workshop con Ricardo Cases e Federico Clavarino. Dal 2014 è rappresentato dalla Luz di Milano.

Maria Palmieri, 1986, segue workshop di storytelling e self publishing con il collettivo Cesura e Clavarino. I suoi primi lavori si concentrano sulla sperimentazione tramite il medium analogico e analizzano in modo intimo e non narrativo il daily-life del suo luogo d’origine. Ha collaborato con la rivista filosofica Logoi.ph ad un seminario sul tema “filosofia e fotografia”. Il suo ultimo lavoro si occupa, intimamente, del caso traumatico di una modella brasiliana a Napoli.

Open Call: 12 Aprile 2016

29 Luglio/31 Agosto 2016